Possiamo lottare a lungo contro quello che siamo, ma non è detto che ne usciremo vincitori.
Il problema non è quando vogliamo migliorarci.
Perché in quel caso siamo consapevoli di quello che siamo. E vogliamo cambiarlo.
Il problema c'è quando non abbiamo la più pallida idea di quello che siamo, ed allora lottare diventa come per Giacobbe. Non puoi vincere.
Se ti si presenta l'Angelo di Dio puoi vincere??? No! Perché in quanto Dio può sempre spararti un'onda energetica e farti secco.
Ed anche lottare contro te stesso è una lotta senza fine, e senza senso: non sai chi è il tuo avversario.
Insensata sopra ogni cosa, poi, se il tuo avversario ha deciso di batterti.
E forse per diventare grande uno deve ammetterlo cos'è, uno deve riconoscersi quando si guarda allo specchio e smettere di lottare.
Io invece continuo a non riconoscermi, non mi ricordo che faccia ho quando scrivo, quando parlo, quando guardo.
Devo per forza osservarmi nello specchio, ma analizzandomi attentamente per ricordarmi come sono, e cosa e quanto guardano i miei occhi.
Devo riuscire ad essere sicura di quello che sono, che non è ciò che mi appassiona, è come sono fatta io.
Quando sei adolescente e conosci qualcuno gli chiedi cosa ascolta, qual è il suo pittore preferito, in che città è stato, che libri ha letto. Ed in base a quelle informazioni fai uno schema e definisci la persona.
Ascolta questo, legge quell'altro, viaggia/non viaggia: allora la persona è così. O è così.
Non mi basta più.
Sapere cosa ho letto o ascoltato o visto non mi definisce più.
Voglio sapere chi sono per capire cosa devo diventare.
E finché non lo saprò, sarà come lottare contro l'angelo di Dio.
Con basse probabilità di vincita.
Non ho voglia di difetti, di sopportare, d'aver pazienza, di dover capire, comprendere ed accettare.
Non ho proprio voglia.
Dicono che bisogna passarci, che quando ci si vuol bene, dicono.
Che palle
Respira
Virgh Respira.
Ho preso appuntamento con il commercialista.
Da mercoledì, se tutto va bene, aprirò un'attività.
Da mercoledì, se tutto va bene, avrò ventiquattro anni e una "responsabilità giuridica ILLIMITATA"
Da mercoledì, se tutto va bene, avrò un'attività in proprio che dipenderà solo da me
Da mercoledì, se tutto va bene, non faccio un colpo
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Virginiamanda
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prendi una decisione chiara,
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io proprio io,
percosi,
e fu così,
que viva la comunidad europea
VIRGH: - Allora prendo i voli, eh?
GIN: - Si si, cogelos
VIRGH: - Ok, sono sul sito, c'è una promozione, dovremmo passarci una notte a Dusseldorf, però spendiamo pochissimo per arrivare a Bratislava!
GIN: - Si si, muy bien, cogelos
VIRGH: - Ok, allora sei sicuro? Li prendo?
GIN: - Si!
VIRGH:- Allora ecco fatto! Prenotato! Arriviamo a Bratislava alle nove del mattino! E poi via! A fare Bratislava-Istambul! Siiii!!!
GIN: - Si, si, vale...
VIRGH: -...
GIN: -...
VIRGH: - ?
GIN: - Pero como Bratislava???
VIRGH: - Si, Bratislava...
GIN: - Pero no, que te equivocas, nosotros vamos a Lubiana, que el la capital de Eslovenia, tu te confundes con Eslovaquia...
VIRGH: - No, io non confondo proprio niente, partiamo da Bratislava, la capitale della Slovacchia, percorriamo l'ex Jugoslavia e poi la Grecia del Nord fino ad Istambul...
GIN: - AH, PUES ENTONCES NO NOS VAMOS A LUBIANA?
VIRGH: - ...
Ci sono donne con la sindrome della Beata Vergine, beh care indispensabili, voi che fate sempre tutto bene, che senza di voi il mondo cadrebbe, che coordinate il vostro capo con i suoi colleghi, che coordinate riunioni e gente, che coordinate addirittura gli orari del lavoro con quelli dei vostri figli, del marito con le lezioni di francese che prendete per divertimento e vi avanza pure un po' di tempo per aiutare quella vostra compagna di corso che si è appena separata e per risolvere i problemi al capo o all'azienda fuori dall'orario di lavoro...
beh, non siete indispensabili.
Non lo siete.
Senza di voi il mondo va avanti lo stesso ed il vostro capo, beh, se ne farà una ragione.
Non siete indispensabili.
Smettetela di raschiarmi le ovaie.
Sto per buttarmi in mare, senza essere sicura di saper nuotare.
Dall'alto si vedono i palazzi, l'azzurro che splende, il sole, tutto sembra bello, ma ho un brivido.
L'aria è tutta attorno, la brezza fischia leggera.
Ho paura che tuffandomi le cose inizino ad avvicinarsi a velocità accelerata ed io non possa più distinguere le onde dagli scogli.
Ho paura, ma so che forse è giunto il momento di diventare grande.
Però quel "responsabilità illimitata" qualche rimescolamento di stomaco lo dà, eh...
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Virginiamanda
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come se fa,
cos cà mè tocà ,
string string,
evoluzioni di virgh
Io l'ho finalmente ascoltata e vista la puntata di Anno Zero con Mavalà Ghedini.
Ma soprattutto l'ho ascoltata.
Ghedini: perché non hai mai imparato la dizione italiana?
Potete crederci o no, ma su Telecinco stanno trasmettendo i Ris di Parma.
Ripeto.
RIS.
Ecco.
Il fatto è che per quanto si scappi, non si è mai al riparo dal buongusto
Nella consapevole desolazione di non essere più aggiornata sul panorama musicale italiano, oggi, spinta da estremo sconforto, ho buttato un occhio alla hitlist Italia di Mtv (ho digitato qualcosa come "canzoni, italia, questo periodo si ascoltano, vorrei sapere, grazie gugol, sei sempre un amico").
Ed ho scoperto che i ragazzini di oggi ascoltano uno che si chiama Pitbull.
Io la prossima volta preferisco rimanere ignorante